Dario Valentino https://www.dariovalentino.com SEO & Web Marketing Palermo Mon, 13 May 2019 10:31:27 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=4.9.10 5 consigli per fare SEO locale senza intervenire sul codice del sito web https://www.dariovalentino.com/seo-locale/ https://www.dariovalentino.com/seo-locale/#comments Thu, 09 May 2019 09:29:36 +0000 https://www.dariovalentino.com/?p=231 Ancora oggi molti pensano che la SEO sia un’attività prettamente tecnica, ovvero un’insieme di interventi intorno a una serie di parole chiave da inserire nel codice HTML del sito web. Questo potrebbe impedire ad alcune attività di occuparsi del proprio posizionamento sui motori di ricerca, a causa della scarsa conoscenza della materia e delle risorse Leggi di più5 consigli per fare SEO locale senza intervenire sul codice del sito web[…]

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Ancora oggi molti pensano che la SEO sia un’attività prettamente tecnica, ovvero un’insieme di interventi intorno a una serie di parole chiave da inserire nel codice HTML del sito web. Questo potrebbe impedire ad alcune attività di occuparsi del proprio posizionamento sui motori di ricerca, a causa della scarsa conoscenza della materia e delle risorse limitate. Mi riferisco in particolare alle piccole e medie imprese, che necessitano di emergere e differenziarsi dai concorrenti posizionandosi per i termini focali per il loro business.

 

Mi rendo che, appunto, non è semplice per queste aziende fare attività di ottimizzazione del proprio sito e ottenere link da risorse esterne; tra l’altro, la SEO è un’attività di Digital Marketing che va effettuata per tutto il periodo in cui esiste il proprio sito web: ovvero per sempre! Poiché raggiungere la prima posizione su Google non vuol dire che la si manterrà in eterno, in quanto anche gli altri concorrenti fanno SEO; inoltre, con l’evoluzione delle tecnologie adottate dai motori di ricerca così come il camabiamento delle modalità di ricerca da parte degli utenti, le singole tecniche che oggi funzionano per il posizionamento domani non potrebbero essere più valide.

Ho però una buona notizia: si può fare SEO a livello locale senza dover per forza conoscere la programmazione web, senza modificare il codice del sito web, senza dover per forza lavorare su file tecnici come sitemap.xml o .htaccess. E la si può fare anche con delle attività che possono far ottenere buoni risultati nel medio termine e in modo stabile nel tempo.

Sto parlando di soluzioni di cui è possibile servirsi per scalare il ranking delle posizioni nei risultati di ricerca e di conseguenza ottenere visibilità e potenziali nuovi clienti (sì perché la SEO si fa per generare valore/profitti e non per il semplice posizionamento) pur non avendo alcuna conoscenza tecnica sul funzionamento dei siti web. Attività praticamente a costo zero ma che vanno comunque supportate da un consulente di Digital Marketing 🙂

Le tecniche che suggerisco in questo articolo sono 5 e sono utili per fare SEO per un’azienda che opera in ambito locale. Eccole.

  1. Scrivere articoli ottimizzati
  2. La prima tecnica, da un certo punto di vista la più immediata nel realizzarla, consiste nello scrivere contenuti sul proprio blog.

    La scrittura di articoli è un’attività di copywriting che va pensata prima di essere attuata, in quanto per ottenere clic su di essi è necessario parlare di argomenti a cui sono interessati i potenziali visitatori. Pertanto bisogna prima individuare i termini che gli stessi utilizzano sui motori di ricerca, termini correlati al business e che abbiano un sufficiente volume di ricerca per intercettarli. In seguito, bisogna porsi degli obiettivi, ovvero per quale scopo (di conversione) si scrive e la frequenza di pubblicazione degli articoli: non esiste una frequenza valida per tutti i tipi di business, dipende da settore a settore, l’importante è che la stessa venga rispettata. Il tutto va sintetizzato in un piano dei contenuti utile per l’organizzazione della gestione del blog.

    Nel momento in cui ci si accinge a mettere nero su bianco il proprio articolo, bisogna tenere a mente che non è sufficiente scrivere poche righe contenenti la parola chiave utilizzata dagli utenti, ma è necessario strutturare il testo in modo tale da coinvolgere il lettore e mantenere alta la sua attenzione durante tutta la lettura. L’articolo infatti sarà il contenuto che l’aiuterà a risolvere il suo problema: ecco che quindi bisognerà scrivere un testo che parli la sua stessa lingua e che esaurisca l’argomento in tutte le sue sfaccettature; bisognerà inoltre realizzare un titolo e un paragrafo che stimolino la sua curiosità inducendolo a proseguire nella lettura, oltre ad organizzare il testo in sottotitoli, liste numerate e non ordinate, grassetti, corsivi e inserire immagini per rendere la lettura più piacevole possibile.

    articolo sui siti web per medici di Sferica

    Un esempio di contenuto realizzato per un target locale. Fonte: Sferica

  3. Realizzare una pagina specifica per il servizio “core business”
  4. Questa seconda tecnica, per certi versi, è simile alla prima in quanto si tratta sempre di scrivere un contenuto che parli lo stesso linguaggio dei potenziali clienti, andando pertanto a scovare il termine più utilizzato dagli stessi, ma in questo caso l’interesse degli utenti dovrà coincidere con il servizio principale offerto dall’azienda. In altre parole sarà necessario creare una pagina specifica che descriva nei dettagli il servizio offerto. Inoltre, a differenza dell’articolo, che tratterà argomenti di tipo informativo anche nel caso in cui si parli del core business, la pagina sarà più orientata alla “vendita” del servizio e all’acquisizione dei clienti.

    Anche in questo caso, prima di creare la pagina, sarà necessario effettuare un’analisi sugli obiettivi e sugli elementi da inserire al suo interno (come strutturare il testo, quali tipi di immagine inserire, i link e il tasto che si riferisce al tipo di conversione che si vuole ottenere, le eventuali recensioni dei clienti già acquisiti). La pagina quindi fungerà come una sorta di landing page in cui il potenziale utente, dopo aver cercato quel tipo di servizio sui motori di ricerca, atterrerà per conoscere nel dettaglio quello che l’azienda avrà da offrire – e magari contattarla per richiedere il servizio. Per migliorare le conversioni, sarà inoltre importante testare differenti versioni della stessa pagina per comprendere quale ottiene le prestazioni migliori.

    Pagina dello Studio Legale BCM sul servizio di assistenza legale sul diritto del lavoro

    Una delle aree di competenza di questo studio legale di cui abbiamo realizzato una pagina specifica. Fonte: Studio Legale BCM.

  5. Avere una scheda Google My Business
  6. Di Google My Business ne avevo già parlato in merito ai motivi per cui risulta utile per l’azienda locale.

    Registrarsi a questo servizio porta infatti una serie di vantaggi a livello SEO, poiché per tutte le ricerche di tipo locale vengono visualizzate in prima pagina le attività che possono essere individuate su Google Maps, a condizione che siano state verificate tramite una procedura specifica. Inoltre ogni scheda si completa di una serie di informazioni relative all’azienda, come l’orario di attività, il numero di telefono, immagini, link al sito web, oltre l’indirizzo e le indicazioni stradali, utili all’utente per mettersi in contatto con la stessa. Inoltre, dalla scheda My Business è possibile gestire le recensioni e i feedback lasciati dai clienti, rispondendo ed entrando in contatto con gli stessi. Chiaramente, maggiore è il punteggio medio delle recensioni più alta sarà la probabilità che nuovi potenziali clienti entrino in contatto con l’azienda. Infine, Google My Business offre delle statistiche per monitorare come le persone interagiscono con la scheda, da dove provengono e come l’hanno trovata, statistiche utili per comprendere meglio il loro comportamento di navigazione.

    Con una scheda Google My Business è possibile scalare diverse posizioni nel ranking dei risultati di Google, in quanto il box di Google Maps in cui si inserisce l’azienda locale è posizionato in testa a tutti gli altri risultati, con ricadute positive in termini di visibilità e autorevolezza.

    Query di ricerca "astudio.it" con attività verificata

    Ecco come un’azienda locale compare su Google dopo essersi registrata a Google My Business e aver verificato la propria attività.

  7. Iscriversi a portali del settore di riferimento
  8. Non mi riferisco alle tradizionali directory, generiche o verticali, in cui sono presenti diversi link ammassati uno dietro l’altro e non visitati da nessuno, directory spesso di bassa qualità che peraltro, nella migliore delle ipotesi, vengono ignorati da Google non passando il cosidetto “page rank“, ma a portali verticali in cui, oltre ad inserire il link al sito web, è possibile creare un profilo completo di informazioni e gestire i feedback della clientela alla stessa maniera con cui si gestisce la scheda My Business.

    In alcuni casi, questi portali consentono di entrare in contatto e trovare nuovi clienti direttamente dal portale stesso, in altri mettono a disposizione una sorta di mini blog in cui potere pubblicare articoli; in ogni caso, è bene non registrarsi a tutti quelli individuati, ma sceglierne 2-3 tra quelli posizionati nella prima pagina dei risultati della parola chiave correlata alla propria attività e in maniera da poterli gestire al meglio e aggiornarli con frequenza. È piuttosto improbabile infatti arrivare alla prima posizione in queste ricerche proprio perché occupate da questi portali che hanno livelli di visibilità e visite mensili elevati e sono ottimizzati al meglio a livello SEO – a meno che non si faccia una campagna pubblicitaria di Search Engine Marketing (SEM) con Google Ads 😀

    Registrandosi così a questi portali e aggiornando costantemente il proprio profilo, si ottiene un buon livello di visibilità sia all’interno dei portali che sui motori di ricerca, grazie al fatto che un link posizionato all’interno di un portale di questo tipo e con elevato punteggio di visibilità SEO passa valore al sito web, e crea una spinta al posizionamento verso l’alto nei motori di ricerca.

    risultati di ricerca per "agenzia pubblicitaria palermo"


    Profilo Dario Valentino Pronto Pro Sono iscritto al portale di Pronto Pro, che è ben posizionato sulle query locali come “agenzia pubblicitaria palermo”, termine ricercato ogni mese circa 170 volte.

  9. Iscriversi ai Social Network con cui ci si può anche geolocalizzare
  10. La scelta di essere presenti sui Social potrebbe ricondursi a una più generica attività di branding online piuttosto che alla semplice strategia SEO. Questo perché tutti i link in uscita da queste piattaforme non passano valore ai siti, e pertanto non vengono considerati ai fini del posizionamento sui motori di ricerca.

    Ma a prescindere da questo, avere una pagina Facebook o Instagram con il nome dell’azienda comporta che le ricerche relative al nome dell’attività o relativi al settore di riferimento di cui siano stati pubblicati contenuti sul proprio profilo aziendale, facciano comparire i profili Social ai primi posti dei risultati, sfruttando la visibilità che i Social Network hanno. Vale lo stesso principio delle tattiche 3 e 4: occupare i primi posti dei risultati in modo indiretto presidiando i siti web che si trovano in quelle posizioni.

    Questa tattica ha lo scopo di difendere il brand nella ricerca relativa alla parola chiave che porta il suo nome e di popolare le prime posizioni dei risultati per ricerche simili che altrimenti sarebbero presidiate dai concorrenti. Inoltre, scegliendo un Social Network in cui è presente la funzione che permette agli utenti, tramite la geolocalizzazione, di registrarsi quando si trovano fisicamente presso l’azienda permette di comparire nelle ricerche effettuate da coloro che sono iscritti all’interno dello stesso Social e sfruttare quindi la visibilità al loro interno.

    query di ricerca "dario valentino"

    Grazie all’iscrizione ai Social Facebook e LinkedIn posso posizionarmi in prima pagina, anche se in modo indiretto, tramite risultati che di per sé hanno un’ottima visibilità di partenza e competere così con altri risultati omonimi.

In conclusione

Meme Morpheus del film Matrix sulla SEO

Come abbiamo visto, esiste la possibilità di fare SEO senza farla in modo tecnico, ossia senza dovere mettere mano al codice del proprio sito web. E per l’azienda locale sono diverse le possibilità di ottenere visibilità su Internet, specie nei motori di ricerca. Questo perché la SEO oggi non è più un semplice inserimento di metainformazioni e pezzi di codice HTML, ma è un’attività strategica che va inserita e coordinata con tutte le altre attività di Marketing Digitale.

Le attività che ho elencato in questo articolo non sono sicuramente le uniche in ambito di SEO “non tecnica”. Se ne conosci altre oppure hai avuto esperienza diretta tramite la tua attività, puoi condividerle commmentando qui sotto.

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Quali sono le principali attività di Digital Marketing https://www.dariovalentino.com/attivita-digital-marketing/ https://www.dariovalentino.com/attivita-digital-marketing/#respond Fri, 22 Mar 2019 10:26:09 +0000 https://www.dariovalentino.com/?p=238 Rimanere aggiornati sulle nuove tendenze del Digital Marketing non è facile. Bisogna continuamente informarsi su nuove tecnologie, nuovi servizi e funzionalità, oltre a conoscere ciò che non è più attuale. In aggiunta in prossimità della fine di ogni anno vengono sistematicamente pubblicati articoli sul novità e tendenze del futuro, su ciò che andrà “di moda” Leggi di piùQuali sono le principali attività di Digital Marketing[…]

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Rimanere aggiornati sulle nuove tendenze del Digital Marketing non è facile. Bisogna continuamente informarsi su nuove tecnologie, nuovi servizi e funzionalità, oltre a conoscere ciò che non è più attuale. In aggiunta in prossimità della fine di ogni anno vengono sistematicamente pubblicati articoli sul novità e tendenze del futuro, su ciò che andrà “di moda” nelle strategie di visibilità online.

Meme del Dottor Male sui trend

Per fortuna ci sono alcune attività che continuano ad essere parte integrante della strategia di Marketing online di aziende, professionisti, enti ed associazioni, poiché continuano a dare loro i risultati sperati. Mi riferisco a quei canali considerati primari nell’ottenimento di nuovi clienti oltre che di profitti, canali in alcuni casi nati anche come tendenze del momento ma che sono riusciti a imporsi come strumenti primari per il successo delle imprese, riuscendo ad integrare innovazioni tecnologiche e migliorando così le performance di coloro che se ne sono serviti.

In questo articolo, voglio pertanto elencare tutte le principali attività di Digital Marketing “sempreverdi” e che rimangono efficaci, specialmente per le piccole attività locali che cercano di ottenere visibilità e clienti online anche quando non hanno a disposizione enormi quantità di budget.

Questo articolo rappresenta una raccolta in continuo aggiornamento, a lungo andare inserirò nuovi canali che col tempo sono diventati strategici e rilevanti. Pertanto ti consiglio di venire da queste parti spesso 😉

Bando alle ciance: ecco cosa nel Digital Marketing è tutt’oggi valido, a discapito, si fa per dire, delle nuove tendenze.

La SEO una delle attività di Digital Marketing

Qualcuno dice che la SEO è morta. Ma non è così. O meglio, la SEO non è più quella di una volta, una serie di operazioni tecniche sul sito web e in piattaforme esterne al fine di ottenere backlink e il primo posto nelle ricerche di Google. C’è di più. Oggi la SEO è un’attività strategica di Digital Marketing pensata per l’esperienza dell’utente in base a ciò che ricerca online e a cosa visualizza una volta cliccato su uno dei risultati presenti nei motori di ricerca. Fare Search Engine Optimization richiede conoscere il target, la concorrenza e le tendenze di ricerca online, ed effettuare gli interventi più appropriati, oltre a testare e sperimentare nuove tecniche, e non un semplice inserimento di parole chiave nei titoli e descrizioni delle pagine del sito. La SEO è un’attività professionale.

Meme Mad Men pubblicità tradizionale

Nonostante sia un mezzo sempre discusso, e che in molti casi costituisce un fastidio per chi naviga su Internet, rimane il canale di Digital Marketing più utilizzato oltre ad essere immediato in fatto di ritorno sull’investimento. Inoltre le più grandi piattaforme pubblicitarie Google e Facebook, oltre a dividersi la stragrande maggioranza del mercato, consentono a tutti gli inserzionisti di effettuare annunci e inserzioni a costi decisamente contenuti e mettendo a disposizione le stesse funzionalità per raggiungere il proprio target, indipendentemente dall’ammontare delle risorse disponibili. Questo costituisce un’occasione da non perdere per le piccole e medie imprese, che hanno necessità di raggiungere con precisione il proprio pubblico con una comunicazione in linea con le loro ricerche, i loro interessi e comportamenti e di misurare in modo esatto il ritorno sull’investimento delle proprie pubblicità.

Email Internet

Altro strumento ritenuto obsoleto, forse perché è stato uno dei primi, se non il primo, ad essere utilizzato per le attività di Digital Marketing. Qualcuno potrebbe pensare che le nuove tecnologie di comunicazione one-to-one come WhatsApp possano sostituire le email. Eppure queste ultime sono ancora molto utilizzate, e a cui i servizi di messaggistca istantanea vanno integrati. Basti pensare che nel 2017 i clienti di un noto fornitore di servizi email hanno utilizzato la loro piattaforma per inviare più di 12,7 miliardi di email, con conversioni in termini di azioni e vendite significative, specie per la natura del tipo di comunicazione effettuata con l’email, molto più personale e personalizzata rispetto a un messaggio pubblicitario. L’email è uno strumento potentissimo: per informare, per vendere, per fornire assistenza; in una parola, per fidelizzare. Fidelizzare il cliente che ha già acquistato, fidelizzare colui che lo diventerà. Fare Email Marketing è un’attività ancora oggi valida, con cui instaurare un dialogo personale con il cliente e a misura dei suoi interessi e bisogni.

Meme sui contenuti di qualità dicevano

Può risultare piuttosto faticoso produrre contenuti per il web, eppure una strategia di visibilità basata sui contenuti permette di attirare i potenziali clienti senza dovere investire costantemente ed esclusivamente in pubblicità. Tramite il Content Marketing si attirano nuovi clienti verso le piattaforme in nostro possesso (sito web, blog) facendo leva su uno strumento più informativo e basato sui loro interessi. Anche il Content Marketing permette quindi di fidelizzare i clienti, offrendo loro qualcosa che essi cercano o di cui hanno bisogno. Una fase importante della strategia basata sui contenuti è infatti la pianificazione e l’analisi delle loro ricerche online, che ci permette di capire quali sono le loro domande in merito ai nostri prodotti e servizi. Ma produrre contenuti significa anche scrivere in modo creativo e parlando lo stesso linguaggio del proprio target, strutturando il contenuto in modo da mantenere elevati attenzione e coinvolgimento del lettore. Se un’azienda lavora bene su questo fronte (e riesce a intrattenere quando produce contenuti) si assicura un flusso continuo di clienti fedeli e affezionati nel tipo.

Utilizzare i Social Media per il Marketing

Tra gli strumenti per fare Marketing online non possono di certo mancare i Social Media, strumenti per interagire e conversare con le persone (e non per vendere). Tutti siamo in grado di utilizzarli a titolo personale, ma servirsene per fare business è qualcosa di completamente differente. Chi segue un’azienda (un’associazione, un ente, un professionista o un personaggio pubblico) sui Social lo fa per informarsi e conoscere novità, prodotti e servizi, per richiedere assistenza, per apprezzare o criticare in modo più o meno costruttivo con la stessa, aspettandosi un certo tipo di interazione. Per queste e altre ragioni la gestione dei Social non viene lasciata al caso, ma va pianificata attentamente, prima di tutto monitorando e osservando come i follower si interfacciano in questi ambienti e in quale tono essi comunicano. La gestione dei fan e delle “crisi” come i Social Media Epic Fail sono aspetti importantissimi in una strategia di Social Media Marketing, aspetti da prevedere e definire in un piano strategico, pena la perdita di reputazione (e fatturato) come spesso è capitato a diverse aziende, grandi e piccole.

Queste sono le principali attività che a mio avviso sono necessarie per fare business online. Come detto, la lista verrà continuamente aggiorata. Nel frattempo, ci sono altre attività di Digital Marketing che non sono passate di moda e che consideri tutt’ora ancora valide ed efficaci? Scrivilo nei commenti.

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SEO: chiariamo alcune questioni https://www.dariovalentino.com/seo/ https://www.dariovalentino.com/seo/#comments Tue, 05 Feb 2019 10:15:39 +0000 https://www.dariovalentino.com/?p=241 “Come mai digito il mio nome su Google e non mi trovo?” “Ho speso tanti soldi per il sito web, almeno regalami il posizionamento!” “Mi cerco su Google ma non sono primo.” Vi sembrano familiari queste frasi? Non sono poche le volte in cui mi è capitato di sentirle: sono espressioni tipiche di chi non Leggi di piùSEO: chiariamo alcune questioni[…]

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“Come mai digito il mio nome su Google e non mi trovo?”
“Ho speso tanti soldi per il sito web, almeno regalami il posizionamento!”
“Mi cerco su Google ma non sono primo.”

Vi sembrano familiari queste frasi? Non sono poche le volte in cui mi è capitato di sentirle: sono espressioni tipiche di chi non ha ben chiaro cosa significhi fare SEO, almeno nelle sue attività fondamentali. Ti assicuro che sono diversi gli imprenditori e i professionisti ad avere pronunciato queste frasi; tutto ciò rende difficile la vita a un professionista del settore.

Se pensi che basti creare un sito web per ritrovarsi al primo risultato di Google, o se pensi che basti semplicemente aggiungere qualche riga di codice al tuo sito web, allora probabilmente dovresti leggere questo articolo.

Argomenti

meme sulla seo "what I think I do / what I really do"

La SEO è un’attività strategica di Digital Marketing

 
Una materia molto complessa e in continua evoluzione.

La ragione è perché è complesso il modo in cui Google determina le posizioni dei siti web – prende in considerazione tante variabili, i cosiddetti fattori di posizionamento, su cui non voglio soffermarmi, altrimenti dovrei scrivere tante parole quante sono quelle che compongono il romanzo “Alla ricerca del tempo perduto“!

Ma se vuoi approfondire l’argomento, ti consiglio di leggere questo articolo che ho curato personalmente.

Tornando a noi, il motore di ricerca tiene in considerazione molti aspetti per il posizionamento e continua ad aggiungere nuovi parametri, perché oltre a seguire l’evoluzione tecnologica studia continuamente l’evoluzione delle tendenze di ricerca degli utenti e il loro comportamento. Se 10 anni fa era relativamente semplice arrivare primi su Google, puoi comprendere che oggi non lo è affatto.

Non si tratta più di intervenire nel codice html del Sito Web e ottimizzare le pagine, non basta più inserire titoli, descrizioni e parole chiave sparse su tutto il sito web.

Devi comprendere che la SEO richiede una strategia, una visione d’insieme per conoscere e intercettare i potenziali visitatori e potenziali clienti, con le giuste modalità e percorrendo le strade più adatte. Una strategia per essere visibili su Google, e su Internet in genere, non può che essere integrata con tutte le altre strategie di Digital Marketing.

Non è sufficiente dunque parlare di semplici parole chiave, ma di argomenti a cui sono interessati i tuoi potenziali clienti.

D’altronde, un prodotto o un servizio, come qualsiasi altro oggetto o entità, può essere indicato in diversi modi e con diversi termini. Ogni termine si colloca in un contesto in cui si rapporta con altri termini, costituendo un significato ben preciso. Ecco perché la strada di Google verso la comprensione degli utenti è indirizzata sempre più verso la semantica, ovvero lo studio del significato delle parole e delle intenzioni di chi effettua una ricerca. Alla luce di ciò, è chiaro che prima di intervenire su un sito web, bisogna definire una strategia SEO.

Di seguito ti propongo alcuni questi aspetti che vanno considerati:

  • Ogni azienda deve considerare la propria strategia di Digital Marketing a sua volta inserita in quella di Marketing “tradizionale”;
  • Deve inoltre essere pienamente a conoscenza della propria categoria di appartenenza e del settore in cui opera;
  • Occorre capire le tendenze di ricerca servendosi anche di strumenti e software esterni;
  • Osservare i comportamenti di ricerca del pubblico;
  • Comprendere i loro bisogni e le loro necessità;
  • Osservare le mosse della concorrenza;
  • Analizzare i dati di accesso al sito web già in possesso, se esistenti;
  • Tenere sempre sotto controllo lo stato di visibilità del sito;
  • Pianificare tutti i possibili percorsi da intraprendere;
  • Raggiungere il proprio target in modo differente, a seconda dell’esatto momento in cui si trovano durante il “processo di acquisto online”;
  • Monitorare sempre tutto ciò che si è effettuato, e intervenire nel caso in cui si presentino degli errori.

Nel concreto cosa comporta?

Significa andare oltre le tradizionali attività SEO, e pensare a come rendere il proprio sito web maggiormente rispondente alle esigenze dell’utente al fine di rendere la sua esperienza di navigazione la migliore possibile.

meme "non è semplice arrivare primi su Google"

Le possibili strade da percorrere su come si possa strutturare un progetto di visibilità SEO sono innumerevoli. Se proprio vogliamo parlare di “SEO tradizionale”, con attività di ottimizzazione nel codice e nel contenuto, ci possiamo riferire alle landing page e a quelle pagine ritenute strategiche per un certo tipo di keyword/argomento, oltre agli articoli di blog o di una ipotetica sezione news.

La SEO è anche ottimizzare i propri contenuti

Statistica sulle conversioni grazie alla SEO

Per “ottimizzazione” si intende una serie di interventi nei contenuti (testi, immagini, video, etc.) e nel codice html del Sito Web per fare in modo che i motori di ricerca favoriscano l’indicizzazione nei loro database e il posizionamento nei relativi risultati di ricerca.

L’ottimizzazione parte dalla scelta delle parole chiave/argomenti (keywords): esse sono i termini con cui i clienti e quelli potenziali ricercano una data attività, un servizio o un settore merceologico. Keyword individuate attraverso piattaforme esterne come Google Trends, o analizzate attraverso le statistiche di ricerca e di accesso relative al suo Sito.

Successivamente attorno a queste keyword verrà costruita tutta la strategia di ottimmizzazione delle pagine e degli articoli, sia dal punto di vista tecnico che semantico e contenutistico. Ecco alcuni aspetti che interessano l’ottimizzazione del sito:

  • aspetti tecnici come file sitemap.xml, robots.txt e .htaccess;
  • metadati delle pagine e degli articoli;
  • immagini, video, documenti
  • categorie degli articoli
  • corpo del testo (linguaggio, formattazione, struttura del testo).

La SEO non è morta

La SEO non è morta

Troppe volte ho sentito e letto questa frase. In realtà non è proprio così, è cambiato il modo di farla. Forse sarebbe il caso di chiedersi: ha ancora senso fare l’ottimizzazione interna dei siti e pianificare strategie di link building come l’article marketing, dopo i recenti aggiornamenti agli algoritmi di Google? Forse.

Certamente non bisogna più operare in base al comportamento dei motori di ricerca, ma a quello dei propri clienti. Oltre al posizionamento, ne giova anche la propria strategia di marketing e il proprio business in genere.

E allora, qual è la strategia giusta per avere la visibilità giusta sul web? Probabilmente le “tradizionali” attività SEO hanno ancora una validità, ma di sicuro ne esistono molte altre più efficaci.

Quando si producono contenuti bisogna fare SEO

Jackie Chan: Cosa diavolo significa fare Content Marketing?

Probabilmente una strada da non sottovalutare sono i contenuti. Pianificare una strategia di Content Marketing può risultare il metodo ideale per migliorare la propria visibilità online e farla balzare ai primi posti nei risultati di ricerca. Solitamente si ripetono frasi del tipo: Content is king, o Content rules. Ma la frase per antonomasia è “produrre contenuti di qualità”. Che dice poco su come produrli.

Piuttosto, per produrre contenuti efficaci bisogna raccontare storie per appassionare i clienti e quelli potenziali. L’obiettivo di una strategia basata sui contenuti è diventare una risorsa fondamentale per il lettore, che non esiterà a consultarci. Come? Condividendo informazioni preziose e utili, senza dover vendere nulla – per intenderci, non fare il Mastrota della situazione – sorprendendo il lettore con l’ironia e con qualcosa che non si aspetta, parlando in modo diretto e spontaneo, senza utilizzare un linguaggio aziendale e soprattutto producendo contenuti originali.

Con quest’ultima affermazione non intendo che non bisogna ispirarsi a qualche fonte. Voglio dire di non pubblicare lo stesso contenuto preso da terzi o riproporre più volte un contenuto già precedentemente pubblicato esattamente così com’è. Ripensare invece un vecchio contenuto adattandolo a vari formati e contesti può rivelarsi un espediente niente male per mantenere viva l’attenzione dei clienti: ad esempio, da una ricerca pubblicata online si possono tirar fuori post di blog, webinar, registrazioni audio, foto e video. Dunque, la strategia di Content Marketing va ponderata e non lasciata al caso: solo così si può mantenere il cliente fedele nel tempo, e farsi trovare in alto nelle query di ricerca.

Statistica sulle efficacia dei contenuti web

In questo senso, l’integrazione di un blog all’interno di un sito web costituisce un sinonimo di contenuti sempre freschi e aggiornati, creatività e dinamicità. Il blog puoi aggiornalo con contenuti relativi ai tuoi prodotti e servizi, con eventi, storie sull’azienda, sui suoi dipendenti e sui clienti fatti felici, su curiosità e aneddoti, e puoi inserire immagini, video, presentazioni, casi di studio e ricerche correlate al tuo settore di appartenenza.

Insomma puoi diventare un’autentica fonte di informazioni per i tuoi clienti, ti visiteranno e parteciperanno al tuo blog commentando gli articoli. Diventerai così autorevole per cui altri siti e/o blog affini ti citeranno e inseriranno un link al tuo blog: facendo SEO sul blog e sugli articoli sarai notato da Google che probabilmente ti premierà con le prime posizioni dei suoi risultati di ricerca.

La SEO non produce risultati nell’immediato

la seo produce risultati nel tempo

Si tratta di un’attività scientifica nel metodo, ma ciò non garantisce la prima posizione. Non è detto che sia sufficiente ottimizzare un sito web al suo interno e fare link building negli altri siti per arrivare primi.

Esistono anche i tuoi concorrenti, anche loro faranno sicuramente SEO. Ma, cosa più importante, la SEO la fanno gli utenti, che potrebbero preferire altri siti web. E questo Google e gli altri motori di ricerca lo sanno benissimo, quindi tenderanno a posizionare i siti più visitati e con più coinvolgimento nelle prime posizioni. Senza contare che l’evoluzione tecnologica degli strumenti web e dei comportamenti degli utenti online influenza sensibilmente cosa va messo in prima posizione e cosa dopo.

La SEO richiede tempo.

Non settimane o un mese, ma parecchi mesi e, in qualche caso, anni. Come ho detto, i fattori che incidono sono la concorrenza, le preferenze degli utenti e l’evoluzione degli strumenti web, e molti altri aspetti che non ci è dato conoscere, i già citati fattori di posizionamento, in quanto Google li ha inclusi nei brevetti coperti da segreto industriale che compongono il suo motore di ricerca.

Ci vuole tempo, quindi. Ma se non ce l’hai, hai una valida alternativa: puoi pagare Google per posizionarti in cima tra gli Annunci sponsorizzati, e sperare che gli utenti clicchino sulla tua pubblicità. Ma anche qui non è semplice (i concorrenti!).

Attendi con pazienza, dai fiducia al tuo esperto SEO. Fallo lavorare con calma. E se hai ragione di credere che faccia male il suo lavoro, o lo faccia in modo losco – anche in questo campo i furbetti esistono – puoi sempre rivolgerti a qualcuno più esperto e competente.

Per concludere questo lungo approfondimento

meme "la SEO non ci serve, siamo già nelle Pagine Gialle"

Adesso, penso – spero 🙂 – di essere riuscito a chiarirti le idee e a convincerti che la SEO è un’attività molto complessa. Ho cercato di fartela il più semplice possibile: stai tranquillo che ti ho mostrato solamente una piccola parte di questo articolato mondo, un po’ come mostrarti una porzione dell’oceano attraverso un oblò di una nave.

Ecco perché quest’attività complessa non va lasciata al caso, né tantomeno a persone inesperte, ma è necessario servirti di qualcuno che abbia una visione ampia ma soprattutto di Marketing su tutto ciò che è possibile effettuare per migliorare la tua visibilità online. Se ti ho convinto che posizionare un sito web richieda conoscenze non solo tecniche ma anche strategiche, un’attività che richieda investimento di tempo e risorse, allora dovresti rivolgerti a un consulente SEO che conosca la materia.

Assumere un esperto SEO è un investimento che va fatto se vuoi che la tua attività migliori la tua presenza sul web, e inizi anche a generare guadagni. Aspettati di vedere i costi futuri e le perdite che dovrai sostenere quando assumerai un dilettante…

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Come impostare passo per passo una pubblicità su Google Ads https://www.dariovalentino.com/google-ads/ https://www.dariovalentino.com/google-ads/#comments Sat, 26 Jan 2019 18:27:35 +0000 https://www.dariovalentino.com/?p=225 Google Ads è il re degli strumenti pubblicitari sui motori di ricerca, a mio parere il mezzo più efficiente per fare Digital Advertising. Un servizio pubblicitario che non va certamente ignorato nelle proprie attività di promozione online, e che va conosciuto, quantomeno nelle sue basi, per non rischiare di vedere bruciato il proprio investimento, come Leggi di piùCome impostare passo per passo una pubblicità su Google Ads[…]

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Google Ads è il re degli strumenti pubblicitari sui motori di ricerca, a mio parere il mezzo più efficiente per fare Digital Advertising. Un servizio pubblicitario che non va certamente ignorato nelle proprie attività di promozione online, e che va conosciuto, quantomeno nelle sue basi, per non rischiare di vedere bruciato il proprio investimento, come d’altronde mi è spesso capitato quando ho preso in gestione account di clienti che avevano già impostato delle campagne pubblicitarie.

meme disaster girl su Google Ads

In questo articolo, pertanto voglio occuparmi di questo argomento, piuttosto complesso, ma che consente alle aziende di raggiungere il target al momento giusto e nei momenti più opportuni. Parleremo infatti di come fare pubblicità sul web, vedendo il procedimento passo passo per impostare una campagna con la piattaforma pubblicitaria di Google e ottenendo così clienti, conversioni e un ritorno sull’investimento elevato. Prima però mi soffermerò su cosa distingue la pubblicità online da quella tradizionale e quindi cosa vuol dire realizzare una pubblicità sui motori di ricerca.

N.B. Google Ads ha aggiornato la sua veste grafica e le sue funzionalità. Ciò che è contenuto nella piattaforma potrebbe differire da ciò che è contenuto in questo articolo, pertanto potresti trovare delle differenze, e di questo me ne scuso 🙏 Cercherò comunque di aggiornare l’articolo nel caso in cui verranno rilasciati nuovi aggiornamenti.

Indice

Cos’è la pubblicità

affissioni pubblicitarie elettroniche in strada

Innanzitutto, cosa vuol dire pubblicità? Che si tratti di banner, di spot TV o di affissioni stradali, questo termine designa un mezzo a pagamento utilizzato per inviare un messaggio che tratta temi dichiaratamente di parte a un pubblico di massa potenzialmente interessato. Ciò che distingue la pubblicità sul web da quella tradizionale, è che il pubblico destinatario della comunicazione interagisce con essa: quando ascoltiamo i messaggi pubblicitari alla radio o alla TV tendiamo a subire passivamente la comunicazione, il messaggio infatti interrompe ciò che stavamo guardando, costringendoci a visionarlo – a meno che non si cambi canale 🙂 Con i messaggi pubblicitari online, invece, si costruisce una comunicazione bidirezionale, in cui possiamo interagire, decidere liberamente se cliccare sull’annuncio, se ignorarlo o addirittura rimuoverlo, senza dovere chiudere la finestra di navigazione del proprio browser o l’app che si sta utilizzando.

Perché la pubblicità digitale è conveniente

In generale, possiamo elencare almeno 4 motivi per cui la pubblicità online è più efficace di quella tradizionale:

  1. investimento contenuto: i costi sostenuti da un’azienda, specie una PMI, sono in media minori rispetto a quelli che dovrebbe sostenere per una pubblicità tradizionale, e si basano sugli effettivi risultati ottenuti;
  2. visibilità in target, ovvero nei luoghi frequentati dal pubblico corrispondente al profilo del target dell’azienda, facilmente individuabile con gli strumenti di analisi;
  3. di conseguenza, bassa dispersione, poiché si raggiunge un pubblico altamente interessato ai prodotti e servizi offerti;
  4. risultati tracciabili, in quanto gli strumenti del web consentono di tracciare le effettive azioni fatte dai potenziali clienti sugli annunci che hanno visto, al contrario della pubblicità tradizionale in cui generalmente si utilizzano modelli statistici per misurarne l’efficacia.

La pubblicità sui motori di ricerca

La pubblicità sui motori di ricerca, chiamata in gergo Search Engine Advertising (SEA), è una tipologia di pubblicità sul web. Conosciuta principalmente come pubblicità “pay-per-click“, per via del suo principale metodo di pagamento, consente di raggiungere i potenziali clienti nel momento esatto in cui cercano qualcosa di attinente. Questo è possibile grazie ai termini utilizzati dagli stessi per trovare informazioni nei motori di ricerca, termini chiamati “parole chiave” o keywords; gli annunci vengono visualizzati negli spazi appositi definiti sponsorizzati, che completano gli altri risultati di ricerca detti “organici”, poiché non a pagamento. In questo modo si intercetta un’utenza altamente interessata ai prodotti/servizi che si offre, e si paga solamente in base ai clic effettuati sugli annunci.

Google Ads

Pubblicità di Google Ads

Google Ads, in precedenza Google AdWords, è la principale piattaforma utilizzata per fare pubblicità sui motori di ricerca. Grazie all’enorme diffusione di Google, è possibile raggiungere un elevato numero di utenti che in un determinato momento lo stanno utilizzando per le proprie ricerche, da qualsiasi dispositivo si connettano (pc, Mac, tablet, smartphone). Con Google Ads, però, non si intercetta solamente l’utenza di Google: la copertura dei propri annunci, infatti, può essere estesa anche ai siti di proprietà di Google come YouTube e ai partner che aderiscono al programma Google AdSense ospitando la pubblicità sui propri siti web.

La piattaforma mette a disposizione diverse funzionalità per migliorare il rendimento degli annunci e renderli maggiormente utili e pertinenti alle ricerche dei potenziali clienti. Tra queste possiamo citare tutta una serie di opzioni sul target – possiamo segmentare per età, posizione, località, lingua, interessi, siti visitati, e così via – e l’ampia mole di dati disponibili sulle campagne effettuate (numero di impressioni, numero di clic, importo speso, numero di conversioni ottenute, tasso di interazione, e molto altro). L’utilizzo di alcune funzionalità deriva anche dal tipo di azienda e dagli obiettivi pubblicitari prefissati.

Come un’azienda può impostare una campagna su Google Ads

Vediamo adesso come settare una campagna pubblicitaria su Ads. Ipotizzando che a volere impostare una campagna sia un’azienda locale, di seguito elencherò le principali funzionalità da utilizzare per fare pubblicità localmente, anche se ci troviamo online.

Impostare la Rete e gli obiettivi

Scelta del tipo di campagna pubblicitaria

Partendo dalle impostazioni della campagna, per prima cosa l’azienda locale sceglierà dove dovranno essere pubblicati i suoi annunci. L’opzione più comune è “Rete di Ricerca“, ovvero gli annunci vengono pubblicati nei risultati di ricerca di Google; per una maggiore visibilità, si potrebbe decidere di pubblicare anche sulla Rete Display, ovvero i siti web partner affiliati tramite Google AdSense e scegliere singolarmente i portali che hanno un’ampia copertura locale (ad esempio, le testate giornalistiche locali). Vi sono poi altri tipi di campagna più specifici e mirati, come le campagne Shopping per promuovere i prodotti del proprio e-commerce, le campagne video per gli annunci su YouTube, e le campagne App universale per promuovere la propria app.

Poniamo il caso che l’azienda voglia raggiungere i potenziali clienti che ricercano su Google e selezioni l’opzione “Rete di Ricerca” (si può sempre aggiungere successivamente l’opzione Rete Display). Inoltre per una questione di semplicità ho impostato la campagna senza scegliere alcun obiettivo, funzionalità è simile a quella di Facebook Ads. Successivamente l’azienda potrà selezionare i risultati che desiderà ottenere tra visite al sito web, chiamate telefoniche o download di app (io ho scelto la prima).

Località target, tipo di offerta e Budget della Campagna

Dopo aver dato un nome alla campagna, l’azienda sceglierà come località target la sua città di riferimento (o la provincia); più avanti vedremo dove e a chi mostrare gli annunci nel territorio geografico di riferimento.

Strategie di Budget e Offerta in Google Ads

Dando per scontato che la lingua sia l’italiano, l’azienda imposterà il tipo di offerta da pagare per gli annunci e il budget giornaliero, come nell’immagine sopra. Esistono diverse opzioni di offerta, che si raggruppano principalmente in strategie di offerte manuali e strategie di offerta flessibili. Queste ultime sono tipologie di offerta più avanzate e che richiedono maggiore esperienza e conoscenza della piattaforma pubblicitaria. Illustrarle una per una richiede maggiore tempo e spazio rispetto a quello che si può dare in questo articolo – magari, in futuro ne parlerò in qualche contenuto esclusivo 😉 Detto questo, per chi è alle prime armi e comunque per cominiciare una nuova campagna, consiglio di impostare una strategia di offerta manuale basata sul CPC, Costo per Clic. Per quanto riguarda il Budget invece si selezionerà il metodo di pubblicazione “Standard”, che ripartisce il budget uniformemente nel tempo, al contrario di “Accelerata” in cui il budget viene speso più rapidamente esaurendosi prima del tempo.

Le estensioni annuncio

Successivamente, si applicheranno agli annunci le “estensioni annuncio“, delle informazioni aggiuntive per rendere maggiormente efficaci gli annunci. Le estensioni ideali per un’azienda locale sono l’estensione di località, che abbina all’annuncio l’indirizzo dell’attività, le estensioni sitelink, che permettono di inserire link aggiuntivi a varie sezioni del sito web, l’estensione di chiamata, per far visualizzare il numero di telefono cliccabile dall’annuncio stesso, le recensioni degli utenti e gli snippet strutturati, che mettono in risalto aspetti specifici dei prodotti o servizi offerti (per un hotel, ad esempio, si potrebbe decidere di visualizzare Wi-Fi gratuito, servizio in camera, piscina). Qui sotto puoi trovare alcune immagini di esempio di estensioni annuncio.

Estensione sitelink

Esempio di estensione sitelink

Esempio di estensione recensione

Schermata dell’estensione recensione

Estensioni snippet strutturati

Schermata delle estensioni snippet strutturati

L’opzione di località

Dopo avere impostato la data di inizio e fine della campagna e gli orari in cui saranno attivi gli annunci, l’azienda selezionerà l’opzione di località, ovvero dove mostrare gli annunci. Per un’attività che opera in locale, è consigliabile selezionare l’opzione “Persone nella località target” mostrando gli annunci solo a chi si trova fisicamente nella località target e non chi mostra interesse nella località pur non trovandosi fisicamente lì, ed escludere le “persone che si trovano nelle tue località escluse o mostrano interesse per esse”.

Opzioni di targeting geografico

Inoltre, l’azienda che vuole ottenere dei risultati tangibili, come prenotazioni o ordini, imposterà il monitoraggio delle conversioni sul proprio sito web per tracciare le eventuali conversioni provenienti dalla campagna pubblicitaria.

Creare il primo gruppo di annunci e scegliere le keyword

Nella schermata successiva si passerà ad impostare il gruppo di annunci. Imposteremo un’offerta Costo per Clic Massimo che vogliamo offrire per ogni annuncio e sceglieremo le parole chiave in base al tipo di annuncio da pubblicare e al prodotto o servizio da sponsorizzare. La piattaforma, in base all’indirizzo del proprio sito web e al prodotto/servizio, suggerirà una serie di parole chiave da inserire nel gruppo di annunci e stimerà clic, costi giornalieri e CPC medio del gruppo.

Esempio di impostazione di un gruppo di annunci e parole chiave

Esempio di impostazione di un gruppo di annunci e scelta delle keyword

La scelta del CPC massimo e l’impostazione delle parole chiave vanno fatte con molta accortezza: l’offerta Costo per Clic corrisponde al valore che si intende dare al singolo clic; le keyword, invece, sono relative a cosa si vuole promuovere. Inoltre bisogna tenere conto delle opzioni di corrispondenza delle parole chiave, ovvero le ricerche degli utenti in cui si attivano gli annunci. Nell’immagine sopra, le parole chiave scelte sono a corrispondenza generica, ovvero l’annuncio si attiverà per i termini sopra indicati e per le ricerche simili, i sinonimi, gli errori di ortografia; questa opzione la sconsiglio vivamente proprio perché gli annunci verrebbero sicuramente visualizzate per parole chiave che non hanno nulla a che vedere con la propria attività, sprecando budget inutilmente. Considerato il caso di un’azienda locale che avrebbe a disposizione delle risorse limitate, la cosa sarebbe davvero seccante: immagina ad esempio un hotel di palermo a 3 stelle che sceglie la keyword “hotel palermo” come corrispondenza generica: il suo annuncio verrebbe visualizzato anche su “b&b palermo” e “hotel palermo 5 stelle”.
Esistono per altre opzioni più specifiche ed efficienti, che elenco di seguito ma che puoi approfondire sulla Guida di Google Ads ufficiale:

  • Corrispondenza generica modificata (aggiungendo il segno + al singolo termine): mostra gli annunci solo per le ricerche a cui è stato anteposto il segno e le varianti simili;
  • Corrispondenza a frase (aggiungendo le virgolette): mostra gli annunci nelle ricerche corrispondenti alla frase e le varianti simili, senza aggiungere altri termini all’interno della frase;
  • Corrispondenza esatta (mettendo la keyword tra parenti quadre): mostra gli annunci nelle ricerche corrispondenti solamente al termine esatto e ad alcune varianti purché il significato sia sempre identico.

Prova di annuncio su Google Ads

Si passerà infine alla scelta alla creazione del gruppo di annunci e ad un’annuncio di testo composto da tre titoli di massimo 30 caratteri, due righe di descrizione non più lunghe di 90 caratteri e un link di destinazione. In seguito si potranno creare nuovi annunci di testo (oppure illustrati e video se abbiamo attivato la Rete Display), modificare aggiungere o rimuovere le parole chiave, o in alternativa aggiungere un diverso metodo di posizionamento, come ad esempio i portali web affiliati alla rete di Google. Prima di pubblicare l’intera campagna, si visualizzerà una schermata riassunta con tutti i dettagli di impostazione, utile a controllare che tutte le impostazioni siano corrette.

annucio google ads hotel tonic

Esempio reale di annuncio Google Ads di un hotel di Palermo, comprensivo di estensioni sitelink e località, che è stato visualizzato per la keyword “albergo palermo centro”.

Per riassumere

meme Willy Wonka su Google Ads

Google Ads è un ottimo strumento per raggiungere i propri clienti con efficacia e a costi conteuti, anche per le aziende locale. A differenza delle pubblicità sui Social Network, come con Facebook Ads, con gli annunci di Google si intercettano le persone nel momento esatto in cui stanno attivamente cercando prodotti e servizi correlati alle aziende che fanno pubblicità.

Sebbene come abbiamo visto non sia del tutto impegnativo settare una pubblicità su Google Ads, impostare una campagna dal punto di vista strategico, gestirla e monitorarla non è affatto semplice. Le aziende che non riescono a gestire le campagne in modo efficace, possono affidarsi a dei consulenti capaci di farlo con professionalità.

In un altro articolo, mi occuperò della piattaforma pubblicitaria di Twitter, ovvero Twitter Ads.

L'articolo Come impostare passo per passo una pubblicità su Google Ads proviene da Dario Valentino.

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Come impostare una campagna pubblicitaria su Facebook Ads https://www.dariovalentino.com/facebook-ads/ https://www.dariovalentino.com/facebook-ads/#comments Mon, 21 Jan 2019 11:55:27 +0000 https://www.dariovalentino.com/?p=164 Ci siamo rassegnati: oramai avere visibilità organica (cioè senza fare pubblicità) su Facebook è praticamente impossibile, visti gli aggiornamenti apportati all’algoritmo del Social Network negli ultimi anni e nell’ottica di spingere e costringere le aziende a investire nella piattaforma (o invece esiste un metodo per fare Marketing su Facebook senza spendere un euro?). Investire in Leggi di piùCome impostare una campagna pubblicitaria su Facebook Ads[…]

L'articolo Come impostare una campagna pubblicitaria su Facebook Ads proviene da Dario Valentino.

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Ci siamo rassegnati: oramai avere visibilità organica (cioè senza fare pubblicità) su Facebook è praticamente impossibile, visti gli aggiornamenti apportati all’algoritmo del Social Network negli ultimi anni e nell’ottica di spingere e costringere le aziende a investire nella piattaforma (o invece esiste un metodo per fare Marketing su Facebook senza spendere un euro?).

Investire in Facebook Ads è necessario se si vuole raggiungere e convertire un pubblico maggiore rispetto a quello dei nostri fan o dei loro amici. In aggiunta, con le varie funzionalità di retargeting e con i dati aziendali offline o non presenti sul Social ma già in proprio possesso, si può pianificare una campagna pubblicitaria anche per ritenere i propri clienti aumentando così le entrate provenienti da questi ultimi.

In quest’articolo pertanto vedremo come fare pubblicità con la piattaforma pubblicitaria più popolare tra i Social, ovvero Facebook Ads.

NB: Potresti trovare delle differenze tra ciò che è contenuto in questo articolo e ciò che è presente all’interno del servizio pubblicitario in quanto Facebook Ads viene aggiornato continuamente dal punto di vista grafico e delle funzionalità. Di questo me ne scuso in anticipo 🙏 L’impostazione logica di una campagna pubblicitaria rimane però la stessa. Cercherò comunque di aggiornare l’articolo man mano che verranno rilasciati nuovi aggiornamenti.

Indice

 

La pubblicità sui Social Network

La pubblicità sui Social Network, in gergo Social Media Advertising (SMA), si inserisce nella più generale strategia messa in atto dalle aziende per comunicare con il proprio pubblico servendosi di questi canali, ovvero il Social Media Marketing. In generale possiamo dire che tutte queste attività sono finalizzate ad aumentare la visibilità del brand aziendale, con la differenza rispetto ad esempio alla pubblicità tradizionale, che tramite questa visibilità si creano comunità di persone che condividono lo stesso interesse e con cui si instaurano relazioni e conversazioni di valore. Nello specifico la pubblicità sui Social Network genera interazioni visibili sugli annunci da parte dei destinatari.

Will you...like my facebook post?

Come la pubblicità sui motori di ricerca, anche quella sui Social Network è misurabile e tende a far eseguire delle azioni specifiche, a costi facilmente quantificabili. La differenza rispetto alla prima, però, è che mentre gli annunci sui motori di ricerca intercettano coloro che stanno effettivamente cercando qualcosa di attinente, sui Social si raggiungono le persone che potrebbero averne bisogno: questo è possibile grazie alle informazioni da essi rilasciate durante le attività svolte mentre sono connessi (informazioni su lavoro, titolo di studio, interessi, hobby e tempo libero, interazioni con amici, pagine e gruppi).

Cos’è Facebook Ads

logo app inserzioni di facebook
Facebook mette a disposizione delle aziende diversi di strumenti per fare Marketing e interagire con il proprio pubblico. Tra questi, Facebook Ads (in italiano Inserzioni di Facebook) consente di destinare gli annunci alle persone cui hanno espresso determinati interessi e potenzialmente interessate a prodotti e servizi delle aziende.

Le inserzioni si inseriscono tra le notizie pubblicate dai propri amici e ne sono simili nel formato, comprensivi cioè di mi piace, commenti e condivisioni; se ne differiscono tuttavia in quanto sono etichettate come “notizie sponsorizzate”. Il profilo di pubblico da raggiungere può essere stabilito, oltre ai già citati interessi, in base a luogo, dati demografici, comportamenti, tipo di connessione a una determinata pagina, determinando un target che verosimilmente corrisponde a quello dell’azienda. In tal modo le inserzioni saranno sempre mostrate alle persone che avranno una maggiore probabilità di eseguire l’azione desiderata, come una visita sul sito web, una vendita, un download o un semplice mi piace alla pagina aziendale.

Facebook Ads offre una serie di funzionalità, specifiche per il tipo di obiettivo prefissato. Prima di procedere all’impostazione della campagna, il sistema chiede infatti quale sia il tipo di obiettivo pubblicitario da raggiungere con gli annunci; in funzione di ciò, saranno disponibili opzioni di targeting, offerta e posizionamento degli annunci differenti.

Come un’azienda può impostare una campagna pubblicitaria con Facebook Ads

Ipotizziamo che l’azienda in questione sia un’attività locale e che vuole raggiungere il pubblico della propria zona. Di seguito elencherò passo per passo quali dovrebbero essere le principali funzionalità da utilizzare per impostare una campagna pubblicitaria su Facebook.

Scelta dell’obiettivo pubblicitario

Impostazione obiettivi Facebook Ads

Per prima cosa abbiamo detto che la piattaforma consente di scegliere l’obiettivo pubblicitario. Accendendo a Gestione inserzioni e cliccando su “Crea campagna“, possiamo vedere come ne siano disponibili diversi.

A tal proposito, sconsiglio vivamente di fare una pubblicità dai tasti “promuovi” o “metti in evidenza il post” presenti all’interno delle pagine Facebook. È un meccanismo spilla soldi, con poche funzionalità e poco controllo creato apposta per far spendere di più alle aziende!

L’azienda locale potrebbe scegliere l’obiettivo Visite al punto vendita (“Fai in modo che più persone nelle vicinanze visitino le tue sedi fisiche”) o più in generale l’obiettivo Traffico o Conversioni sul sito web (quest’ultimo consigliato solo se si ottengono almeno 15 conversioni a settimana) per incrementare vendite o prenotazioni direttamente online. Un interessante obiettivo di recente introduzione potrebbe essere “Messaggi”, che raggiunge gli utenti sull’app di Facebook Messenger al fine di offrire assistenza sulle vendite o sui servizi. Nell’immagine sopra, ho scelto l’obiettivo “Conversioni”, al contrario dell’obiettivo “Visite al punto vendita” richiede dei parametri di configurazione preliminari che magari affronterò in un successo contenuto – e poi perché mi piace ottenere risultati 😉

Conversioni e offerte promozionali

Una volta scelto l’obiettivo, l’azienda locale sceglierà il sito web, l’app o la chat Messenger da promuovere e selezionerà il Pixel da utilizzare per tracciare le conversioni (se non ne era stato creato uno in precedenza, verrà attivata la procedura guidata per crearla). Inoltre come opzione successiva si potrà creare un’offerta specifica come un codice sconto da promuovere e che i clienti potranno usufruire online e/o nel punto vendita, con l’utilizzo di un codice o senza.

Impostazioni Conversione e Offerta Facebook Ads

Impostazioni offerta promozionale su Facebook Ads

Schermata dell’impostazione di un’offerta promozionale su Facebook Ads

Impostazioni del pubblico

Impostazioni località su Facebook Ads

Successivamente l’azienda passerà alle impostazioni del pubblico da raggiungere. Si potrà scegliere innanzitutto tra il luogo, ovvero le persone che vivono, si trovavano o che hanno viaggiato in una determinata località, o “Persone di quel luogo” che comprende tutte e tre le opzioni; in qualsiasi caso aggiungerà la città di appartenenza, e specificherà un punto sulla mappa e un raggio di chilometri entro cui il pubblico potrà visualizzare gli annunci. In alternativa si potrà scegliere solamente la città. Come si può vedere nell’immagine, ho ipotizzato che l’azienda locale operi in tutta la provincia (selezionando Palermo e un raggio di 35 chilometri) e raggiunga solamente le “Persone che vivono in questo luogo“.

Targetizzazione pubblico su Facebook Ads

Dopo aver scelto età, genere e lingua, si passerà alla Targetizzazione dettagliata, che consiste nel definire il pubblico includendo o escludendo dati demografici, interessi e comportamenti. Ad ogni requisito aggiunto, che compariranno nella colonna “Dimensione del Pubblico” a destra delle opzioni, il pubblico stimato aumenterà di numero e man mano si definirà sempre più. Si può inoltre restringere e/o escludere il pubblico aggiungendo altri tipi di requisiti, e in aggiunta sceglierne un altro tipo a seconda che siano o meno già connessi con la propria pagina (si possono raggiungere anche gli amici di chi è connesso con la pagina). La Targetizzazione dettagliata dipende chiaramente dal tipo dell’attività dell’azienda locale e dalle caratteristiche del proprio target, oltre che dagli obiettivi di Marketing prefissati – per questo nell’immagine ho voluto di proposito lasciare vuoti i requisiti.

Scelta dei posizionamenti pubblicitari

posizionamenti Facebook automatici e personalizzati

Una volta definito il pubblico, l’azienda locale sceglierà i posizionamenti in cui pubblicare gli annunci. Potrà decidere se lasciare a Facebook la gestione dei posizionamenti in automatico, oppure se selezionare in modo manuale i singoli posizionamenti. In questo caso bisognerà selezionare quelli che sono compatibili con il formato e la tipologia dell’inserzione che sarà realizzata. Inoltre si potrà scegliere su quale dispositivo il pubblico potrà visualizzare l’inserzione (mobile, computer, o entrambi).

I posizionamenti comprendono:

  1. la sezione Notizie di Facebook, la home del Social per intenderci;
  2. gli Instant Articles, ovvero quegli articoli delle testate editoriali online che vengono visualizzati dagli utenti senza uscire dall’app di Facebook;
  3. i video in-stream e quelli consigliati (che per l’obiettivo “Conversioni”, da me selezionato come esempio di campagna, non sono disponibili come posizionamento);
  4. il posizionamento nella colonna destra dei computer fissi;
  5. il Feed/Home Page di Instagram, anche se non si possiede un account su tale Social Network, e le Stories (per cui ci vogliono requisiti particolari);
  6. il cosiddetto Audience Network, una serie di siti web mobili e app approvati da Facebook esterni al Social Network, in vari formati tra cui i video in questo caso disponibili per l’obiettivo “Conversioni”;
  7. la home dell’app Messenger e i messaggi sponsorizzati.

posizionamenti pubblicitari Facebook Ads

Ulteriori opzioni sono disponibili per restringere i posizionamenti. L’azienda locale potrà decidere su quali dispositivi mobili visualizzare le inserzioni (Android, iOS, feature phone, tutti), se restringere la pubblicazione solamente sulle connessioni WiFi, e inoltre potrà escludere quali contenuti ed editori su cui non vorrà pubblicare dei posizionamenti Instant Articles, Audience Network e Video in-stream, applicando una lista di elementi da bloccare o escludendo categorie specifiche con contenuti sensibili come gioco d’azzardo o contenuti per adulti.

Budget e offerta per le inserzioni

Impostazioni del budget in Facebook Ads

Successivamente si passerà alle impostazioni di Budget e offerta. Facebook Ads consente di indicare un budget totale da destinare alla campagna, o in alternativa un budget da destinare giornalmente. Dopo avere impostato la data di inizio e di fine, si potrà indicare come ottimizzare la pubblicazione delle inserzioni, ovvero in base a quale parametro mostrare gli annunci al fine di raggiungere i risultati prefissati. Nel nostro caso sceglieremo l’ottimizzazione pertinente all’obiettivo pubblicitario, poiché è la scelta consigliata rispetto a, per esempio, “Visualizzazioni della pagina di destinazione” (cioè in base alle persone che potrebbero visitare la pagina dell’inserzione), “Click sul link”, “Impression” (visualizzazioni) o “Copertura giornaliera unica” (ovvero mostra l’inserzione agli utenti una volta al giorno). Nel nostro caso, lasciamo ottimizzare per le conversioni e la finestra di conversione a 7 giorni dal clic o 1 giorno dalla visualizzazione, cioè la quantità di tempo necessaria affinché qualcuno completi l’azione desiderata.

Impostazioni sull'offerta per le inserzioni Facebook Ads

In seguito, dovremmo scegliere se impostare un’offerta manuale, chiamata adesso anche “costo desiderato” ossia un costo medio o massimo da pagare per obiettivo pubblicitario, o lasciare che sia la piattaforma a impostare automaticamente l’offerta da pagare per la pubblicazione delle inserzioni, strategia chiamata adesso “costo inferiore” – furbescamente direi 😁. Sul funzionamento delle offerte e sulla scelta della strategia di offerta più appropriata ci sarebbe da dedicare un’intera guida a parte – poiché l’argomento è piuttosto complesso, e chissà che in futuro non voglia approfondire questo argomento 🙂 al momento è sufficiente sapere che nel caso di una nuova campagna è bene impostare l’offerta automatica al fine di ottimizzare i costi nel modo più efficiente possibile.

Nelle restanti impostazioni su Budget e offerta l’azienda locale sceglierà la modalità di pagamento basata sulle Impression, che è la modalità standard di Facebook Ads è l’unica disponibile per l’obiettivo Conversioni, al contrario di altri obiettivi in cui si può ad esempio impostare anche il costo per clic o il costo per interazione; inoltre programmerà gli orari e i giorni e distribuire le inserzioni durante tutto l’arco della giornata con la modalità Standard oppure pubblicarle con maggiore frequenza possibile con la modalità Accelerata. Queste ultime due opzioni sono disponibili solamente per i budget totali.

Creazione dell’inserzione pubblicitaria

Formati delle inserzioni disponibili su Facebook

Successivamente verrà impostata la o le inserzioni da pubblicare. Esistono diversi formati, possiamo infatti scegliere tra:

  1. formato Carosello, composto da un annuncio con più immagini;
  2. il “tradizionale” annuncio di immagine singola e testo;
  3. Video singolo;
  4. Slideshow, composto da un video in loop con un massimo di 10 immagini;
  5. il nuovo formato Raccolta, ossia un insieme di elementi costituito da prodotti e servizi che le persone possono scoprire, visualizzare o acquistare con più facilità tramite un’esperienza mobile a schermo intero;
  6. l’innovativo formato Canvas o Esperienza Interattiva, un’esperienza innovativa e a 360 gradi composto da prodotti, pulsanti, immagini e video coinvolgenti.

In aggiunta e qualora rispetti le regole pubblicitarie, è possibile anche utilizzare un post esistente già pubblicato sulla pagina Facebook dell’azienda.

esempio di inserzione Facebook di ComPA

Nel nostro caso abbiamo scelto il formato con immagine singola, titolo e testo descrittivo con l’aggiunta del pulsante “Scopri di più” (ne sono disponibili altri a seconda del tipo di invito all’azione da far compiere, come Prenota Subito, Richiedi Subito, Acquista ora). Nell’immagine l’anteprima dell’inserzione si riferisce al caso in cui la stessa venga pubblicata nella sezione Notizie su dispositivi mobile. Successivamente facendo clic sul pulsante Conferma si completerà la procedura di impostazione della campagna pubblicitaria, che sarà pubblicata solamente dopo moderazione da parte del team di Facebook, o se si tratta della prima campagna, si passerà alle impostazioni di fatturazione.

annuncio facebook ads PPP

Esempio reale di una hamburgeria di Palermo che ha promosso il suò menù presso il pubblico locale

Per concludere

Facebook Ads, rispetto alle piattaforme pubblicitarie dei motori di ricerca, consente di raggiungere persone con un profilo sociodemografico ben delineato, sebbene non stessero cercando attivamente prodotti e servizi, grazie alle informazioni rilasciate durante le attività da loro svolte all’interno del Social Network. Il servizio consente di raggiungere il proprio pubblico, di interagire con esso e di far eseguire loro un’azione ben determinata, ottenendo un ritorno sull’investimento commisurato agli obiettivi prefissati e alle risorse disponibili.

meme Leonardo di Caprio soldi spesi

Nei prossimi articoli mi occuperò dell’efficacia della pubblicità sul web e di Google Ads, la più importante piattaforma per fare pubblicità sui motori di ricerca, e delle piattaforma pubblicitaria di un altro Social Network molto utilizzato, ovvero Twitter Ads.

L'articolo Come impostare una campagna pubblicitaria su Facebook Ads proviene da Dario Valentino.

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Come Google My Business può essere utile per l’azienda locale https://www.dariovalentino.com/google-my-business/ https://www.dariovalentino.com/google-my-business/#comments Wed, 16 Jan 2019 15:59:51 +0000 https://www.dariovalentino.com/?p=220 Google Plus è stato chiuso. Il Social Network del motore di ricerca verrà presto dismesso, almeno per quanto riguarda la parte “consumer“: a quanto pare, verrà trasformato in una piattaforma aziendale per la comunicazione interna aziendale. Penso che nessuno ne sentirà la mancanza.     È vero, è stato un fallimento questo tentativo da parte Leggi di piùCome Google My Business può essere utile per l’azienda locale[…]

L'articolo Come Google My Business può essere utile per l’azienda locale proviene da Dario Valentino.

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Google Plus è stato chiuso. Il Social Network del motore di ricerca verrà presto dismesso, almeno per quanto riguarda la parte “consumer“: a quanto pare, verrà trasformato in una piattaforma aziendale per la comunicazione interna aziendale. Penso che nessuno ne sentirà la mancanza.

 

 

È vero, è stato un fallimento questo tentativo da parte di Google di accaparrarsi il pubblico dei Social, provando in alcuni casi anche a integrare i vari servizi di sua proprietà per costringerne l’utilizzo.

Sicuramente negli ultimi tempi chi ne beneficiava veramente erano le aziende locali, principalmente per tre motivi:

  1. Influenzava la SEO e le ricerche personali di coloro che seguivano le aziende sul Social, vedendo visualizzati i risultati di queste ultime nelle prime posizioni rispetto alle altre;
  2. La pagina aziendale permetteva l’iscrizione a Google My Business, aggiungendo informazioni importanti sull’attività e permettendo di interagire con le persone ricevendo feedback e recensioni;
  3. In conseguenza di questa iscrizione, l’attività veniva inserità su Google Maps, con evidenti vantaggi in termini di ricadute di visibilità nelle ricerche a intenzione locale.

Per fortuna Google My Business è ancora attivo

E continua a costituire un arma importante per le piccole attività che vogliono essere trovate su Internet.

Meme The Big Bang Theory su Google My Business

Si può dire che Google My Business ha ereditato i benefici SEO e Social che Google Plus in precedenza apportava.

Come funziona?

Dalla dashboard è possibile registrare e verificare la propria attività commerciale e inserire tutte le informazioni relative come descrizione, orari, foto, numero di telefono, sito web, email. Queste informazioni andranno ad essere aggiunte a Google Maps, permettendo ai tuoi clienti di trovarti più facilmente.

Non solo: è possibile usufruire di servizi aggiuntivi come Google Ads e monitorare le recensioni dei clienti su Google e su altre piattaforme come TripAdvisor, rispondendo direttamente ai commenti. La dashboard è arricchita dalle statistiche su come gli utenti interagiscono con la tua scheda, da dove provengono e come ti hanno trovato su Internet, molto importante se si vuole conoscere di più sul loro comportamento e capire come acquisirne di nuovi.

Tra le altre funzionalità aggiunte dalla piattaforma troviamo i collegamenti a Google Analytics e YouTube, qualora si disponga di un account sul servizio di Web Analytics e/o di un canale sulla piattaforma video, che vanno a integrare le statistiche e i dati della scheda.

Statistiche dalla mia dashboard di Google My Business

Ma un importante novità è stata introdotta di recente per le micro-imprese locali che non hanno un sito web – e non hanno abbastanza risorse per realizzarlo: si può infatti creare un mini-sito web responsive di una pagina collegata alla scheda in cui fornire maggiori indicazioni sulla propria attività, i propri servizi, le indicazioni stradali e di contatto. E per rendere questo mini sito sempre aggiornato MyBusiness consente di pubblicare dei post con cui aggiornare i potenziali clienti su ad esempio offerte promozionali ed eventi organizzati presso la struttura.

Maggiori informazioni su queste e le altre funzionalità di My Business si trovano sulla guida di Google.

Perché quindi Google My Business è utile per un attività locale?

Non è solo un modo per inserire i tuoi dati su Google Maps e renderti così facilmente visibile quando qualcuno cerca la tua attività. È uno strumento molto potente che aumenta la tua visibilità online gratituitamente su tre ambiti:

  1. visibiltà sui servizi Google: puoi collegare la scheda di Google Maps al tuo profilo, rendendoti visibile nelle ricerche locali. Ogni volta pertanto che un utente cercherà sulla mappa la tua tipologia di attività in una determinata zona ti visualizzerà tra i risultati. Consentendo a lui di trovare quello di cui ha bisogno, e a te di ottenere nuovi potenziali clienti. Un ottimo vantaggio di visibilità rispetto ai risultati tradizionali.
  2. visibilità grazie alle recensioni: gli utenti possono votare e commentare la tua attività e i loro amici potranno così vedere i luoghi che consigliano sulle ricerche locali e personalizzate di Google. Va da sé che le recensioni positive pubblicate su Google costituiscono un fattore decisivo nella scelta da parte di coloro che si trovano nella fase di ricerca di prodotti e servizi correlati all’azienda.
  3. visibilità nel posizionamento nei motori di ricerca (SEO): una volta che avrai verificato la tua attività (solitamente Google manda una cartolina con un codice pin da inserire all’indirizzo dell’attività o, in alternativa, lo comunica tramite il numero di telefono), i risultati di ricerca relativi al nome della tua attività saranno personalizzati con la descrizione, gli orari, le foto, la mappa, i voti e le recensioni degli utenti. In più, per le ricerche che interessano un determinato prodotto o servizio locale, mostrando Google in anteprima e in alto ai risultati “tradizionali” un estratto delle attività presenti su Google Maps, dà la possibilità ad alcune aziende locali di incrementare ulteriormente la loro visibilità (e quindi clic, chiamate e conversioni). Un enorme vantaggio di posizionamento SEO rispetto ai concorrenti.

Su quest’ultimo punto di recente è stato pubblicato un sondaggio effettuato da Moz in cui Google My Business rappresenta un importante segnale di ranking influenzando il posizionamento SEO nelle ricerche locali su Google del 32%.

Risultati Google relativi alla Pasticceria Cappello

Questo è un esempio di come un’attività locale può trarre benefici dall’utilizzo di Google My Business, in particolare quanto si tratta di difendere il proprio brand nelle ricerche che la riguardano e pertanto nella sua autorevolezza sul web.

In sintesi

Google My Business è un servizio gratuito offerto da Google per le attività commerciali che hanno una localizzazione fisica, e rappresenta un’ottima occasione per le piccole realtà locali di essere raggiunte dai propri clienti indipendentemente dal dispositivo e dal servizio Google utilizzato.

Grazie al suo utilizzo, puoi comprendere quali sono le potenzialità e i benefici offerti da questo strumento messo a disposizione da Google. Ma soprattutto, è interessante notare le opportunità che si possono sfruttare in termini di Marketing, comunicazione e relazione con i clienti.

Che aspetti quindi ad aggiungere la tua attività locale in Google My Business? 🙂

L'articolo Come Google My Business può essere utile per l’azienda locale proviene da Dario Valentino.

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Strategie di Digital Marketing turistico per competere con le OTA https://www.dariovalentino.com/digital-marketing-turistico-competere-ota/ https://www.dariovalentino.com/digital-marketing-turistico-competere-ota/#comments Fri, 04 Jan 2019 17:55:52 +0000 https://www.dariovalentino.com/?p=217 Non è per niente semplice fare Digital Marketing per una struttura ricettiva e ottenere visibilità online presso i suoi potenziali clienti. Per esempio, se si guardano i risultati di ricerca di Google relativi al turismo, si può notare come la maggioranza di essi indirizzano ai siti di intermediazione di viaggi, le tanto “odiate” OTA (Online Leggi di piùStrategie di Digital Marketing turistico per competere con le OTA[…]

L'articolo Strategie di Digital Marketing turistico per competere con le OTA proviene da Dario Valentino.

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Non è per niente semplice fare Digital Marketing per una struttura ricettiva e ottenere visibilità online presso i suoi potenziali clienti. Per esempio, se si guardano i risultati di ricerca di Google relativi al turismo, si può notare come la maggioranza di essi indirizzano ai siti di intermediazione di viaggi, le tanto “odiate” OTA (Online Travel Agencies). Questi portali dispongono di risorse tali da oscurare le attività di Digital Marketing degli altri attori del mercato, con ricadute sul guadagno diretto delle singole strutture.

Meme sul Digital Marketing Turistico

Ad esempio, cercando l’altro giorno su Google guardavo cosa viene visualizzato per il termine “hotel palermo”, e ho notato che nella prima pagina solamente 4 risultati su 17 (il 23%) sono relativi ai siti web di strutture alberghiere, mentre il resto dei risultati fanno riferimento ad annunci pubblicati dagli intermediari di viaggio online, a risultati non a pagamento degli stessi, e ai risultati riferiti a strutture ma intermediate dagli annunci di Google realizzati sempre dalle OTA (il box con la mappa e le opzioni di prenotazione, per intenderci).

Risultati Hotel Palermo

Risultati della ricerca relativa agli hotel a Palermo

A questo punto si potrà pensare: è quasi impossibile ottenere visibilità su internet per un hotel o una struttura ricettiva, ed effettivamente è quello che ho pensato anch’io nel momento in cui ho visualizzato tali risultati.

 
Come insegnano però i migliori testi sul Marketing un punto di debolezza può essere sfruttato a proprio vantaggio e diventare così un punto di forza.

Si può infatti utilizzare il potere detenuto dalle OTA e dagli altri intermediari turistici per ottenere visibilità e conversioni e quindi camere prenotate. Non solo, esistono altre diverse tattiche per aggirare il dominio di questi portali. Insomma, una struttura ricettiva, come un hotel, un b&b, una casa vacanze, o una villa di lusso con piscina davanti al mare, hanno diverse strade per rendere il business produttivo e scalabile, sul lato delle attività digitali. E le principali strade sono due: l’intermediazione sui portali ben posizionati su Google e la disintermediazione su altri canali complementari.

Posizionarsi sui portali che hanno maggiore visibilità

Grattacieli di Londra

Sì, la prima cosa da fare è registrarsi proprio in questi portali che occupano il 77% delle prime pagine dei risultati di ricerca. La triste verità è che lì davanti per gran parte delle ricerche probabilmente non ci arriverai mai, a meno che non sei il Signor Booking e decidi di realizzare un albergo tutto tuo: la soluzione è quindi sfruttare la loro visibilità per inserirsi indirettamente nelle prime posizioni. È una strategia che va oltre le attività SEO: è infatti improbabile che le OTA consentano di mettere un link al proprio sito web, e nel caso in cui alcune di esse lo consenta non faciliterà il posizionamento in alto nei risultati di ricerca, in quanto nel codice del link sarà presente l’attributo “nofollow” che segnalerà ai motori di ricerca di non considerare quel sito linkato ai fini del posizionamento.

La presenza della struttura all’interno delle OTA ha comunque fini di business: si riduce il rischio d’impresa e si tenta di ottenere nuove conversioni e prenotazioni usufruendo di un altro canale di Marketing – sebbene ciò comporti il pagamento di una fee o di una commissione per prenotazione ottenuta.

Non sto comunque parlando di iscriversi a tutte le OTA esistenti, ma di selezionare solo quelle che si posizionano più spesso nelle prime 2/3 posizioni. Tornando all’esempio della ricerca “hotel palermo”, un hotel locale potrebbe registrarsi su (TripAdvisor, Booking e Trivago, inserendosi così all’interno dei “10 migliori hotel a Palermo” del primo, nelle offerte dei 30 migliori alberghi del secondo o nella lista di alberghi del motore di ricerca per hotel). In aggiunta, e come spesso accade vedendo ad esempio in questa query di ricerca, potrebbe anche avvantaggiarsi dalla pubblicità fatta con Google e posizionata in alto ai risultati organici fatta dagli stessi portali, comparendo nella lista di hotel presenti all’interno dell’annuncio pubblicitario.

Questa è la prima strada da percorrere per ottenere visibilità online sfruttando i portali d’intermediazione turistica. E se si vuole disintermediare? Percorriamo l’altra strada utilizzando altre tecniche di Digital Marketing.

Disintermediare sfruttando gli altri canali di Digital Marketing

Proviamo adesso ad elencare cos’altro si potrebbe fare. Escludo Google Ads in quanto è difficile riuscire ad arrivare in prima posizione anche lì – queste OTA! – ripeto, se ti chiami Booking per te questo non è un problema 🙂

Ecco le possibili strategie per disintermediare dalle OTA sul web che più sotto approfondirò:

  1. Scrittura di articoli sul proprio blog

  2. Invio di email periodiche a una mailing list

  3. Gestione di Account aziendali sui Social Network

  4. Pubblicità su Facebook Ads

 

1. Scrivere articoli sul proprio blog

Non smetterò mai sostenerlo. Un sito web senza contenuti aggiornati è come una vetrina di un negozio che non cambia mai, e da cui un passante non tornerebbe mai più. Il blog è il motivo per cui un visitatore ritorna più volte nello stesso sito web, è il cuore pulsante che consente di tenerlo vivo e aggiornato. Ovviamente, un blog aggiornato con frequenza e costanza.

Una struttura ricettiva può scrivere diverse tipologie di articoli, ma fondamentalmente possiamo raggrupparle in tre categorie: notizie e informazioni riguardanti la struttura, promozioni e offerte, informazioni turistiche sul luogo in cui è ubicata. Quest’ultima categoria a mio parere rappresenta il tipo di contenuto più efficace: scrivere contenuti su cosa fare, vedere e visitare in città è una maniera per informare i potenziali clienti su quello che può offrire una meta turistica; e se la struttura scrive un bell’articolo di qualità e convince i turisti a visitare la città, non è difficile indovinare quale sarà il posto dove alloggeranno 😉

Una struttura ricettiva a mio parere ha una migliore conoscenza del luogo in cui risiede rispetto ad esempio a una guida turistica, ed è in grado di far vivere le attrazioni della città ai propri clienti più da vicino. Questo è quanto ho ribadito nel punto 1 a proposito delle attività di Digital Marketing estive che una struttura ricettiva potrebbe fare.

Con l’attività di blogging la struttura riuscirebbe a intercettare coloro che si trovano all’inizio della fase del ciclo di acquisto, e cioè quando ancora il turista deve scegliere la meta o si sta informando su una specifica destinazione. Deve poi riuscire ad accompagnarlo durante tutto il processo di conversione fino alla prenotazione. Non solo: con quest’attività si migliora l’esperienza di coloro che hanno già scelto o prenotato, informandoli sulle attività da fare e le attrazioni da vedere prima ancora di arrivare in luogo.

2. Pianificare delle Campagne Email da inviare a una lista di contatti

Antica immagine di un postino statunitense

Una Campagna di Email Marketing non è necessariamente vendere o proporre qualcosa. Ma soprattutto non è inviare a contatti email che non lo hanno desiderato.

Questo implica che l’invio di email va fatto periodicamente e con frequenza, inviando comunicazioni più generiche e informative sulla città, e a un pubblico che ha volontariamente lasciato il proprio indirizzo email in un form presente nel sito web della struttura ricettiva previo esplicito consenso. L’esempio più immediato potrebbe essere quello di inviare ai contatti la notifica che è stato pubblicato un nuovo articolo sul blog.

Si potrebbe inoltre pianificare una newsletter periodica, con un invio non troppo frequente (a mio parere la frequenza adatta potrebbe essere una volta al mese) con notizie sulle località e le informazioni turistiche di vario tipo provenienti anche da enti, istituzioni e associazioni di settore; un’altra idea sarebbe quella di condividere, sempre previo consenso, immagini ed esperienze dei clienti che hanno soggiornato presso la struttura, proponendo il loro punto di vista sul periodo trascorso nella località.

L’elemento fondamentale di questa strategia è la mailing list: il database di contatti email da costruire a cui inviare le comunicazioni. Per permettere la registrazione si dovrà realizzare un piccolo modulo, composto solamente da nome, indirizzo email e comprensivo di link alla privacy su come saranno trattate le informazioni rilasciate dal cliente, da inserire sul sito web e nel blog – se si decide di percorrere la strategia di contenuti del punto precedente – o, in aggiunta, in una pagina creata appositamente per spingere i visitatori ad iscriversi alla mailing list.

Di questa strategia me ne ero già occupato quando sostenevo le ragioni per cui un’azienda dovrebbe fare Email Marketing.

3. Gestire degli accounti sui Social Network

Meme sul Social Media Manager cosa pensano gli altri

Probabilmente, questa è l’attività più dispendiosa in termini di tempo e risorse. Una cosa mi premetto di precisare: i Social Network non vanno gestiti come uno spazio pubblicitario in cui pubblicare promozioni e offerte o per sponsorizzare deliberatamente l’attività. Per la pubblicità queste piattaforme hanno degli spazi pubblicitari appositi – e più avanti lo vedremo.

I Social Network nascono per stringere e coltivare le relazioni, e questo vale anche per le aziende e le pagine che gestiscono. L’obiettivo per un’azienda come una struttura ricettiva è quello di creare una comunità di persone che siano interessate alle sue attività e con cui coltivare una relazione basata sul dialogo attivo da parte di entrambi, non sulla comunicazione unidirezionale.

Ecco che la gestione Social va pianificata in anticipo, individuando le piattaforme in cui essere presenti (questo va stabilito a seconda di dove il pubblico di riferimento è attivo, oltre che alla disponibilità di tempo e risorse) e programmare la strategia di gestione a 360 gradi, dagli obiettivi che ci si pone per passare al tipo di contenuti da pubblicare e per finire al tono e stile da adottare nella comunicazione con i seguaci.

Una costante ed efficace attività di Social Media Marketing permette di fare branding online e dare un’opportunità ai potenziali clienti di interessarsi alle attività della struttura e della località in cui opera prima ancora di prenotare; in questo modo, se decideranno a soggiornare saranno più propensi a farlo direttamente presso la struttura, scavalcando le agenzie di viaggio online.

4. Fare pubblicità su Facebook Ads

Meme di Liam Neeson su Facebook Ads

Come detto prima, se la struttura vuole promuoversi o proporre un’offerta in particolare deve sfruttare gli spazi pubblicitari che i Social Network mettono a disposizione. E la migliore piattaforma in tal senso è quella di Facebook Ads.

Generalmente le persone quando vanno alla ricerca di offerte turistiche utilizzano Google, pertanto sarebbe più adatto effettuare una campagna pubblicitaria con Google Ads. Tuttavia, ribadisco che quest’ultima è costantemente presidiata dalle OTA, che con le loro infinite risorse si posizionano costantemente nei primi spazi pubblicitari messi a disposizione dal motore di ricerca, rendendo molto difficile posizionarsi in alto anche lì e vanificando così le risorse economiche che potrebbero stanziare le piccole strutture.

Inoltre, Facebook rilascia di continuo nuove funzionalità per la sua piattaforma pubblicitaria, e in particolare ha lanciato quella dedicata al settore turistico per raggiungere le persone che stanno pianificando un viaggio (la cosiddetta Trip Consideration); viene utilizzato molto più frequentemente dagli inserzionisti, anche perché in media l’investimento pubblicitario è minore rispetto a quello da stanziare su Google Ads.

Ma cosa pubblicizzare? Oltre alla promozione di una camera o di un offerta in particolare, la struttura potrebbe promuovere uno degli articoli scritti sul blog, un contenuto tra quelli che trattano la località dal punto di vista delle attrazioni e delle attività da fare durante la vacanza: l’articolo sponsorizzato raggiungerebbe così un pubblico più ampio rispetto ai seguaci della pagina Facebook e potenzialmente interessati a viaggiare presso la località, ma con lo stesso obiettivo enunciato a proposito della gestione Social, ovvero di invogliarli a prenotare direttamente presso la struttura evitando le OTA ed intercettandoli sin dalla fase di scelta della meta turistica verso cui viaggiare.

 

Per riepilogare

Sì può aggirare lo strapotere delle OTA. Lo si può persino sfruttare a proprio vantaggio per ottenere visibilità online. Le possibilità nel campo del Marketing territoriale turistico e digitale sono diverse. Gli strumenti di Digital Marketing di cui una struttura ricettiva può usufruire possono far sì che esca dalla dipendenza dell’intermediazione e ne aumentino le possibilità di ottenere nuovi clienti e prenotazioni.

Ho elencato alcune delle tattiche che è possibile percorrere per evitare di dipendere costantemente dalle OTA. In un altro articolo, mi sono occupato di suggerire le 3 attività di Marketing da svolgere durante il periodo estivo e aggiunto l’esempio di un hotel che attrae turisti stranieri pur non trovandosi nel centro storico.

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